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Adulto di Anoplophora chinensisIl cerambicide asiatico

Una nuova potenziale invasione biologica

I cerambicidi asiatici (Anoplophora spp.) sono insetti coleotteri di origine asiatica di recente importazione in Italia. L'ovideposizione avviene nella parte basale del fusto e delle grosse radici affioranti ma anche nella parte distale del fusto e delle grandi branche in caso di piante già indebolite. La larva è xilofaga, scava gallerie di alimentazione che prevalentemente interessano la parte basale del fusto e le grosse radici. Il foro di sfarfallamento ha dimensioni di 15-20 mm di diametro ed è prevalentemente situato vicino i punti di ovodeposizione.

I cerambicidi attaccano circa 20 specie forestali di interesse ornamentale fra cui:

  • Acer spp. (aceri),
  • Acer spp. (aceri),
  • Aesculus hippocastanum (ippocastano),
  • Alnus spp. (ontani),
  • Betula spp. (betulle),
  • Carpinus spp. (carpini),
  • Corylus spp. (noccioli),
  • Cotoneaster spp. (cotonastri),
  • Crataegus spp.(biancospini),
  • Fagus spp. (faggi),
  • Ficus carica (fico comune),
  • Lagerstroemia spp.,
  • Malus spp. (meli),
  • Platanus spp. (platani),
  • Populus spp. (pioppi),
  • Prunus spp. ,
  • Pyrus spp. (peri),
  • Rhododendron spp. (Rododendri e Azalee),
  • Rosa spp.,
  • Salix spp. (salici),
  • Quercus spp. (querce),
  • Ulmus spp. (olmi),
  • Citrus spp. (agrumi).

Un albero colpito, a seconda delle dimensioni e del numero di generazioni ospitate, può presentare sintomi di indebolimento, con ingiallimento precoce del fogliame e rallentamento della crescita, fino all’esito letale. La presenza di gallerie di alimentazione in seno alle branche principali compromette la stabilità statica dei palchi, o dell’intera pianta quando è la zona del colletto ad essere minata (approfondimento). I ceramForo di sfarfallamento (dal sito FitForest dell'Università di Padova)bicidi si diffondono attraverso gli scambi commerciali, con il materiale di imballaggio per il quale si impiega legno non trattato proveniente dai paesi dell’Asia orientale e attraverso l’introduzione di vegetali vivi, particolarmente piante di bonsai. Possono essere trasportati come uova, larve o pupe.

Nel 2000 i cerambicidi sono stati per la prima volta rinvenuti in un comune della provincia di Milano (Lombardia) e dal 10 luglio 2008 ne è stata segnalata la presenza anche Roma, all'interno del Parco S. Sebastiano in Via di Porta S. Sebastiano n.2

Poiché la dannosità dell'insetto è elevatissima la lotta è obbligatoria su tutto il territorio nazionale in seguito al DM 9 novembre 2007 “Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro il cerambicide asiatico Anoplophora chinensis (Thompson). ", pubblicato sulla G.U. n. 40 del 16/02/2008. L'unico mezzo di lotta attualmente è l'abbattimento dell'esemplare arboreo con smaltimento in sicurezza del materiale di risulta.

Non appena si diagnostichi la presenza del patogeno nella Regione Lazio, occorre effettuare una segnalazione nel modo più rapido possibile al Servizio Fitosanitario Regionale mediante apposita scheda. Il SFR ha anche predisposto una scheda informativa sul cerambicide.

Si ringrazia la Dott.ssa Maria Roselli del Servizio Fitosanitario Regionale del Lazio per la gentile collaborazione alla stesura dell'articolo

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